Blog e blogging: sono vivi e lottano insieme a noi

Blog e blogging: se ne fa ancora un gran parlare.E io credo che siano ancora fondamentali.

Alla base della mia rinnovata voglia di “bloggare” c’è una serie di motivazioni personali e professionali. Come credo ognuno di noi abbia. Consideratemi pure una fissata, ma io non mollo.

Il blog è vivo, sì, e lotta insieme a noi blogger.

Ho letto in questi anni innumerevoli necrologi sulla morte dei blog, soppiantati dai social media in quanto più immediati, meno impegnativi, più “comunicativi”. Ma francamente io, che su alcuni social sono regolarmente presente, tutta questa  partecipazione non la vedo neanche lì. A parte le debite eccezioni, alla fine tutto si riduce ad una marea di “like” senza significato (e confessatelo che, a volte, cliccate “mi piace” solo per far sapere che avete visto il post o solo perchè sapete di far piacere a chi l’ha pubblicato ma sostanzialmente non ve ne frega granché)  e qualche condivisione fatta più per dovere che per piacere. E questo dovrebbe sostituire i contenuti di un blog? Questo dovrebbe sostituire la condivisione vera,

partecipata, delle proprie conoscenze? Dovrebbe stimolare lo scambio di opinioni ed idee, il dialogo, la nascita di collaborazioni nuove? Io sono scettica.

blog e blogging

La gente non legge. E’ incontestabile. E io ne ho le prove.

Quando gestivo la mia scuola di danza (sì, sono stata una “ballerina”, un tempo…) avevo all’ingresso una bacheca, una di quelle in sughero sulle quali ci si trova attaccato di tutto. Nessuno la leggeva. Eppure non era così piena da giustificare quella totale mancanza di interesse. Mi sono arresa e ho smesso di usarla. Ho cominciato ad attaccarci foto. E’ un po’ quel che è successo con i blog.

Siccome non abbiamo più (o non abbiamo mai avuto) voglia di leggere,  siamo andati in cerca di svago su FACEBOOK e preferiamo guardare  le foto patinate di INSTAGRAM e PINTEREST.

Ma io spero che qualcuno resista alle tentazioni della superficialità e voglia ancora approfondire e condividere idee ed esperienze.

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.

(dal monologo di Rutger Hauer in Blade Runner)

Che tipo di sapere possiamo mai affidare a Facebook, Twitter o Snapchat che fagocitano post alla velocità della luce e non lasciano tracce sui motori di ricerca, ad esempio? Tu pubblichi magari qualcosa di strepitoso e tutto andrà perduto nel tempo …

Ecco perchè rimango convinta che il blog, come forma di comunicazione, serva ancora per veicolare conoscenze e contenuti e sia addirittura fondamentale per chi lavora in proprio e ha bisogno di diffondere il proprio brand, trovare nuovi clienti, proporre i propri prodotti. Ho già affrontato questo argomento tempo fa sulla mia pagina facebook e devo dire che è stata una di quelle rare occasioni in cui il dibattito è stato vivace e partecipato. Segno che l’argomento interessa, eccome.

Sarei felice che anche qui ne discutessimo ancora una volta. Da quella discussione è passato più di un anno. Le cose sono cambiate per voi?

Blog sì o blog no? E’ morto o è ancora vivo e lotta insieme a voi?

Se volete leggere le motivazioni al sì di un esperto in materia, click qui e qui.

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