Creativa, hobbista, free lancer: chi sei?

Creativa, hobbista, free lancer? Artigiana, piccola imprenditrice? Io me lo domando spesso: chi sono?

A volte mi rispondo che sono tutte queste cose messe insieme, altre che vorrei tanto raggiungere il traguardo dell’artigianato e del libero professionismo. Ma questi traguardi racchiudono in sé la capacità di essere anche imprenditrici, seppur nel proprio piccolo, e di rimanere creative, sempre. Non se ne esce, credo.

Lascio volutamente da parte la definizione di artista che molte di noi usano. A sproposito, va detto. L’arte è un’altra cosa e compete a pochi. Esiste poi l’artigianato artistico, ma ne parleremo in altra occasione.

creativa, hobbista, free lance

Quel che facciamo spesso non è facilmente etichettabile (ed è questo il bello) ma è importante chiarire a noi stesse qual è la nostra occupazione principale.

Ad un certo punto, diventa importante scegliere un’ “etichetta” che ci consenta di definire chi siamo (e di conseguenza come dobbiamo agire e quali regole dobbiamo rispettare) nel momento in cui partecipiamo a un mercatino, apriamo un sito web tutto nostro, accettiamo una proposta di collaborazione, ecc. Lo so, lo so: è antipatico appiccicarsi addosso una definizione che inevitabilmente ci limita e non dice tutto quel che siamo, possiamo fare, sognamo di diventare. Ma è anche un modo per conoscerci meglio e capire chi siamo e cosa vogliamo.

HOBBISTA

Sul significato di questa parola esistono versioni contrastanti. Non esiste una legge nazionale che dia una definizione precisa del termine  e tutto viene rimandato alle norme che ciascuna regione ha emanato in materia.

Secondo la Legge Regionale n° 4/2013  dell’Emilia Romagna, l’hobbista è nettamente diverso dal creativo. E’ espressamente scritto che NON sono considerati hobbisti i soggetti di cui all’art. 4 del Decreto Legislativo n°114/98 e cioè:

“chi venda o esponga per la vendita le proprie opere d’arte, nonché quelle dell’ingegno a carattere creativo, comprese le proprie pubblicazioni di natura scientifica od informativa, realizzate anche mediante supporto informatico”.

Altri, invece, definiscono hobbista anche il creativo che vende i propri manufatti. Io sono per scindere nettamente le due cose e considero noi tutte  delle creative.

CREATIVA

E’ colei che:

  1. realizza opere dell’ingegno nel campo delle scienze, dell’arte , della letteratura, della musica, ecc. (anche utilizzando il computer).
  2. crea oggetti la cui lavorazione richieda l’uso prevalente delle proprie mani  (almeno per il 75%). Non è considerata tale, dunque, chi assembla semi-lavorati o prodotti finiti.

Siamo tutte creative: sia quelle che creano in modo occasionale (e dunque in modo non professionale, sporadico e non continuativo, mediante un’attività svolta senza vincolo di subordinazione e di mezzi) perchè comunque non hanno ancora ingranato o fanno un altro mestiere per campare; sia quelle che, invece, hanno osato rincorrere i propri sogni e hanno aperto la partita iva e  fatto della propria creatività il mestiere principale.

Nel momento in cui decidiamo di fare il salto di qualità e abbandonare la condizione di creativa che produce (e vende) in modo occasionale, ecco che diventiamo  piccole imprenditrici.

PICCOLA IMPRENDITRICE

Il Codice Civile ne da una definizione precisa, includendo nella categoria sia l’artigiano sia colui che esercita una attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio (impresa individuale) e dei componenti della propria famiglia (impresa familiare).

  • ARTIGIANA: l’artigiana è ovviamente una creativa ma la discriminante sta nel fatto che lo fa in modo professionale, in qualità di titolare dell’impresa artigiana, con l’organizzazione permanente (e dunque non occasionale e sporadica) di mezzi e attività. Deve aprire la partita Iva, pagare le tasse e versare i contributi  per la pensione.
  • LIBERA PROFESSIONISTA: svolge un’attività creativa più “volatile”, cioè non legata alla creazione strettamente manuale,  che genericamente viene definita free lance. Ad esempio, fa la grafica, la consulente, la blogger professionista, la copywriter, ecc.

Spero di esservi stata utile e di aver fugato qualche dubbio su chi siamo e cosa facciamo. Quanto ai vostri dubbi esistenziali, invece, non posso fare granché, mi spiace.

Sottolineo che tutto quel che avete letto è la summa delle informazioni che sono riuscita a raccogliere su internet e non vi esenta dal parlarne con un commercialista al fine di avere un quadro generale più dettagliato.

Vi anticipo che, piano piano, posto dopo post, affronterò nel dettaglio tutte le tematiche inerenti l’attività creativa (sia essa fatta in via sporadica oppure in modo professionale).

Ho già pubblicato un mio vecchio articolo (sempre valido) sulla prima nota cassa (cioè su come tenere traccia di entrate e uscite del nostro lavoro di creative). Dategli un’occhiata!

Che ne pensate? Sapete qualcosa che io non so e non ho scritto? Avete info da aggiungere, link al riguardo da condividere? Fatelo nei commenti!

FONTI:

 

Benvenuta/o! Sarò felice di leggere un tuo commento.